Segnali positivi per l’immobiliare turistico, smartworking e tecnologia aiutano

Segnali positivi per l’immobiliare turistico, smartworking e tecnologia aiutano
16 Marzo 2021

Il settore come sappiamo è il più colpito dalla pandemia tutt’ora in corso, nel 2020 il turismo si è più che dimezzato, mentre per l’anno in corso è tutto da definire. Certo è che sarà necessario fare il possibile per rilanciare il turismo, fare un serio incoming e promuovere il meglio d’Italia. Questo ovviamente beneficerà oltre il settore turistico anche quello immobiliare, perché ormai l’uno supporta l’altro da almeno 30 anni.

Una dinamica che sembra palesarsi con interesse, riguarda una nuova tipologia di offerta vacanze. Sull’onda del sempre più diffuso smartworking, molte realtà ricettive compresi appartamenti e case vacanza, stanno orientandosi su un nuovo modello di “holiday working”. Ovvero una soluzione dove è al centro la vacanza con tutti i comfort del caso, ma che offre anche una dinamica di agiatezza per lavorare da remoto. Soluzioni che offrono il piacere della vacanza ma che al tempo stesso danno spazio e strumenti per lavorare da remoto.

Dati che indicano un cambio radicale su cui riflettere

Stando a quando è possibile analizzare dai risultati del 2020, è emerso che la digitalizzazione “forzata” dell’ultimo anno ha prodotto un incredibile risultato. Sono aumentati a +78% di utenti over 65 e +60% di utenti over 55 che oggi utilizzano strumenti per lavorare da remoto.

Questo indica che il cambiamento in atto ha dato un incredibile accelerazione all’uso della tecnologia anche tra le mura domestiche, per cui, anche tra quelle delle case vacanza. Interpretando questa situazione, possiamo intuire che l’offerta complessiva del settore turistico sta cambiando e cambierà ancora nei prossimi mesi e anni.

Cosa ci attende nel prossimo futuro

Il cambiamento in atto non è che la punta di un iceberg che al momento non è possibile definire nelle sue dimensioni. Quello che è sicuramente un fatto certo, è che nel futuro ci siamo già entrati e non abbiamo fatto alcuna resistenza quanto meno legata alle abitudini. È stato un cambiamento nel modo di pensare e di agire, fatto sicuramente su un condizionamento innaturale ma che ha consentito un adattamento che in tempi “normali” avrebbe richiesto anni per ottenere i risultati avuti in pochi mesi.

Il settore immobiliare deve entrare nel merito di queste dinamiche e adeguare l’offerta, che sia relativa all’immobiliare turistico o residenziale cambia di poco. Le esigenze delle persone nella nuova società sono cambiate, per cui vanno ripensati anche modelli di business e dell’offerta.


Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Iscriviti subito al circuito Accademia: non costa nulla e ti permette di dare valore al tuo ruolo

e di condividerlo con tutti gli operatori del settore in modo che venga riconosciuto.