Richieste dei mutui, dove eravamo rimasti?

Richieste dei mutui, dove eravamo rimasti
16 Febbraio 2021

Una breve panoramica su come è andata e soprattutto su come potrebbe andare a finire nel 2021.

Per quanti già conosco i dati passati e le proiezioni per il 2021, quello che sta per leggere non è certo una sorpresa. Tuttavia, la maggior parte delle persone come molti addetti ai lavori, questi dati non li conoscono. Il primo dato è sicuramente anche il più interessante per fare una disamina di quello che può attenderci nell’anno in corso.

Il dato importante e di grande conforto, è un deciso +2,8%, contro ogni previsione ci siamo lasciati alle spalle un anno davvero nero per il settore immobiliare, che evidentemente non ha mollato la presa. Il motivo di questo strano effetto? È molto semplice, il crollo della fiducia in investimenti finanziari e soprattutto l’incertezza. Quando non hai basi e una visione di futuro, il mattone, specie in Italia diventa il rifugio dove mettersi al riparo. Questo 2,8% in una condizione di “guerra” è tutt’altro che disprezzabile.

Cresceranno ancora le richieste di mutui (salvo pandemie)

Ovviamente le previsioni si fanno senza considerare imprevisti tanto meno le pandemie. Una di queste previsioni fatta dal Crif e Sda Bocconi, ci riportano un più ottimista aumento variabile dall’11% al 26%, ovviamente in condizioni di mercato normale e senza impedimenti operativi, (vedi alla voce Covid). Nel qual caso, pandemia imperante il crollo sarebbe di un -5%, stimato, quindi potrebbe essere anche molto più corposo.

Questo lo scenario possibile nelle divergenti direzioni, con uno stimolo di crescita dato soprattutto dal migliore andamento economico da parte delle famiglie italiane. Probabilmente questo ricorso al credito immobiliare potrebbe essere frutto di una percezione, almeno per ora, di stabilità politica oltre che economica, forse anche il vaccino è visto come la soluzione per il ritorno alla normalità. Quale sia l’effetto che stimola l’azione importa fino a un certo punto, quel che conta è che non ci siano altri stop al mercato causati da fattori esterni, appunto il Covid.

Condizioni di normalità per tornare alla normalità!

Per fare questo salto nel futuro di una crescita possibile e senz’altro necessaria, occorre solo qualche ingrediente, stimoli, futuro e credito. Sono la base di sviluppo di ogni economia, ma per l’immobiliare questi tre pilastri rappresentano l’ossigeno vitale.

Per vedere il 2021 positivo sotto ogni punto di vista, evitando quel crollo ipotetico del -5% ma forse anche maggiore, non ci dovranno essere incidenti né rallentamenti. Ripetere un anno nefasto come il 2020, significherebbe perdere una buona fetta del mercato immobiliare con scenari apocalittici. Per cui con la speranza che si arrivi a quel +26% di richieste di mutui, che salvi non solo tutto il mercato ma anche la futura esistenza dello stesso, non resta che confidare, come molti stanno già facendo, in Mario Draghi, considerando che ha anche l’appoggio del Papa ci aspettiamo anche in un miracolo!


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