Segnali positivi per l’immobiliare turistico, smartworking e tecnologia aiutano

Il settore come sappiamo è il più colpito dalla pandemia tutt’ora in corso, nel 2020 il turismo si è più che dimezzato, mentre per l’anno in corso è tutto da definire. Certo è che sarà necessario fare il possibile per rilanciare il turismo, fare un serio incoming e promuovere il meglio d’Italia. Questo ovviamente beneficerà oltre il settore turistico anche quello immobiliare, perché ormai l’uno supporta l’altro da almeno 30 anni.

Una dinamica che sembra palesarsi con interesse, riguarda una nuova tipologia di offerta vacanze. Sull’onda del sempre più diffuso smartworking, molte realtà ricettive compresi appartamenti e case vacanza, stanno orientandosi su un nuovo modello di “holiday working”. Ovvero una soluzione dove è al centro la vacanza con tutti i comfort del caso, ma che offre anche una dinamica di agiatezza per lavorare da remoto. Soluzioni che offrono il piacere della vacanza ma che al tempo stesso danno spazio e strumenti per lavorare da remoto.

Dati che indicano un cambio radicale su cui riflettere

Stando a quando è possibile analizzare dai risultati del 2020, è emerso che la digitalizzazione “forzata” dell’ultimo anno ha prodotto un incredibile risultato. Sono aumentati a +78% di utenti over 65 e +60% di utenti over 55 che oggi utilizzano strumenti per lavorare da remoto.

Questo indica che il cambiamento in atto ha dato un incredibile accelerazione all’uso della tecnologia anche tra le mura domestiche, per cui, anche tra quelle delle case vacanza. Interpretando questa situazione, possiamo intuire che l’offerta complessiva del settore turistico sta cambiando e cambierà ancora nei prossimi mesi e anni.

Cosa ci attende nel prossimo futuro

Il cambiamento in atto non è che la punta di un iceberg che al momento non è possibile definire nelle sue dimensioni. Quello che è sicuramente un fatto certo, è che nel futuro ci siamo già entrati e non abbiamo fatto alcuna resistenza quanto meno legata alle abitudini. È stato un cambiamento nel modo di pensare e di agire, fatto sicuramente su un condizionamento innaturale ma che ha consentito un adattamento che in tempi “normali” avrebbe richiesto anni per ottenere i risultati avuti in pochi mesi.

Il settore immobiliare deve entrare nel merito di queste dinamiche e adeguare l’offerta, che sia relativa all’immobiliare turistico o residenziale cambia di poco. Le esigenze delle persone nella nuova società sono cambiate, per cui vanno ripensati anche modelli di business e dell’offerta.


Come cambiano gli affitti a Milano in epoca di Pandemia. Una soluzione dedicata ai giovani professionisti

Tra i grandi cambiamenti messi in atto dalla pandemia c’è sicuramente quello che riguarda la ricerca degli alloggi. Una città come Milano, ad esempio, malgrado le difficoltà continua ad essere la meta di giovani professionisti all’ingresso nel mondo del lavoro.

Per questa categoria con ristretta disponibilità di budget Abitare In ha pensato ad Homizy, un marchio dedicato al coliving.

Economia di scala per un abitare giovane e accogliente come risposta alla crisi

Homizy realizza appartamenti pensati appositamente per essere affittati potendo così pensare in maniera ottimale gli spazi. Stanze con bagno o senza, singole o doppie, vengono affittate a giovani professionisti che condividono i restanti spazi, dalla cucina al living, avendo la possibilità di creare una rete di relazioni all’interno della struttura abitativa. Non mancano poi gli spazi di coworking, indispensabili in epoca di lavoro a distanza.

Si tratta di case condivise che, come valore aggiunto, hanno una forte vocazione ecologica: totalmente green e consentono un notevole risparmio energetico che aiuta a mantenere accettabili i costi mensili.

Una soluzione giovane ed economicamente vantaggiosa con un costo che va dai 500 agli 850 euro al mese.

Soluzioni di coliving per ripensare il mercato degli affitti

La particolarità di Homizy è quella di realizzare edifici ex-novo pensandoli espressamente per il coliving. In questo modo avranno una organizzazione più razionale e i costi saranno più contenuti.

Tutto è nato da una serie di constatazioni sull’andamento del mercato degli affitti a Milano:

  • Nel 2020 il mercato degli affitti è cambiato, con una maggiore disponibilità di appartamenti un tempo destinati agli affitti brevi.
  • I prezzi sono rimasti invariati rispetto agli anni precedenti: alla crisi non ha fatto seguito una riduzione dei canoni d’affitto.
  • Milano continua ad attrarre giovani professionisti che, alla prima esperienza lavorativa, non sono in grado di affrontare spese troppo onerose.

Per questi motivi, per rilanciare il mercato, occorre ripensare gli affitti proponendo soluzioni di coliving che consentano una maggiore economizzazione.